Argentina

Boca Juniors 2

ArgentinaStadio: Centro de Entrenamiento de Boca Juniors - Auxiliar Nro. 2, Ezeiza, Provincia de Buenos Aires (1000 posti)

Storia

L'Asociación Atlética Argentinos Juniors, per brevità Argentinos Juniors, è un club polisportivo argentino di Buenos Aires, fondato nel 1904, noto soprattutto per la sua sezione calcistica, la quale attualmente milita nella Primera División argentina.

Il club fu originariamente chiamato "I Martiri di Chicago", in omaggio agli otto anarchici imprigionati o impiccati in seguito alla Rivolta di Haymarket a Chicago.

Gli Argentinos Juniors, detti Bichos Colorados (insetti rossi), sono anche conosciuti in patria come El Semillero (Il Semenzaio), per il fatto di essere uno dei principali trampolini di lancio per calciatori di fama mondiale, tra cui Fernando Redondo, Esteban Cambiasso, Juan Román Riquelme, Alexis Mac Allister, e soprattutto la prima squadra di Diego Armando Maradona.

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La fondazione e i primi anni

Il club fu fondato nella Villa Crespo nei pressi di Buenos Aires il 14 agosto 1904. In origine chiamato i "Martiri di Chicago", in omaggio agli otto anarchici imprigionati o giustiziati nel 1886 a Chicago, la squadra si iscrisse al campionato di "Fútbol de competencia" disputando la sua prima partita contro il Club La Prensa, persa con il catastrofico punteggio di 12–1. Dopo aver cambiato più volte sede nei primi anni, il club si stabilì a Villa Urquiza.

Nel 1909 gli Argentinos si affiliarono alla AFA, la federcalcio argentina, ma nel 1912 vennero coinvolti nel primo scisma del calcio argentino, affiliandosi alla scismatica "Federación de Fútbol". Nel 1920 disputarono uno spareggio promozione contro il El Porvenir perdendo 3–2 (somma dei risultati). Nel 1921 ottennero la promozione in Primera, debuttando in massima serie nella stagione 1922, chiusa al sesto posto.

Dopo la stagione del 1925, gli Argentinos sfiorarono il titolo nel 1926 chiudendo secondi dietro solo ai campioni del Boca Juniors.

Nel 1927 le due federazioni ricomposero lo scisma riunificandosi e l'Argentinos militò in un elefantiaco campionato a 34 squadre, poi ulteriormente allargato a 36; l'Argentinos riuscì così a mantenere il proprio posto in massima serie fino al 1930.

1931-1966

Nel 1931 l'Argentinos si unì a 17 altre squadre separandosi dalla federcalcio argentina (all'epoca dilettantistica) e formando un campionato professionistico argentino, atto che segnò la nascita del calcio professionistico argentino. Nel 1934 il campionato di massima serie riservato ai dilettanti fu soppresso e l'Argentina ebbe di nuovo un campionato di massima serie unificato e professionistico. L'Argentinos Juniors, che nel frattempo si era fuso con il Club Atlético Atlanta, cominciò male la stagione, e dopo 25 giornate la fusione fu sciolta per irregolarità finanziarie dell'Atlanta. L'Argentinos Juniors continuò a disputare il campionato ma concluse la stagione all'ultimo posto della classifica, con sole 2 vittorie in 39 giornate.

All'Argentinos fu permesso di mantenere il proprio posto nella Primera, ma non riuscì a salvarsi dalla retrocessione nel 1937 dopo aver chiuso il campionato in penultima posizione.

Nel 1940 l'Argentinos, che nel frattempo aveva inaugurato il suo nuovo stadio, riuscì nell'impresa di vincere il campionato di Seconda divisione, ma al club fu negata la promozione perché il loro campo non soddisfaceva i requisiti per militare in Primera División, e l'AFA decise di non fare un'eccezione permettendo all'Argentinos di giocare in un altro campo, anche se l'avevano già fatto in precedenza per club promossi in stagioni precedenti.

Nel 1943 Hector Ingunza debuttò nel club: sarebbe diventato il giocatore ad aver segnato più reti con la maglia dell'Argentinos in assoluto, con 143 gol in partite ufficiali tra il 1943 e il 1946.

Nel 1948 l'Argentinos fu penalizzata ancora una volta da una decisione controversa dell'AFA. Il club si era qualificata ai playoff per la promozione in Primera ed erano in testa alla classifica alla settima giornata delle 11 da disputare quando uno sciopero dei calciatori interruppe la competizione. L'AFA alla fine annullò i playoff e concesse la promozione automatica alle squadre retrocesse dalla massima serie nel 1946 e nel 1947.

Nel 1954 l'Argentinos terminò il campionato cadetto al secondo posto, segnando in totale ben 88 gol, ancora un record. Nel 1955 la squadra finalmente riuscì a conquistare la promozione in Primera dopo 18 lunghi anni. Nella sua prima stagione dopo tanto tempo in massima serie l'Argentinos sfiorò la retrocessione, ma negli anni successivi la squadra conquistò delle salvezze.

Nel 1960 addirittura l'Argentinos si trovò a lottare per il titolo nazionale, mancandolo soltanto all'ultima giornata: l'Argentinos chiuse al terzo posto, staccata di soli 2 punti dai campioni dell'Independiente. Negli anni successivi la squadra non riuscì più a lottare per il titolo, finendo raramente nella metà superiore della classifica.

1967-1984

Nel 1967 fu introdotto il sistema del campionato Metropolitano e di quello Nacional, e l'Argentinos sfiorò la retrocessione nella stagione inaugurale del Metropolitano. Nelle stagioni successive l'Argentinos raggiunse la salvezza nel Metropolitano solo a stento, non riuscendo mai a qualificarsi al Campionato Nacional.

Dopo il 1971 l'Argentinos riuscì a conquistare delle salvezze, riuscendo anche a qualificarsi nell'allargato Campionato Nacional, non riuscendo però mai a raggiungere la fase finale del torneo. Anzi, nel 1975 l'Argentinos Juniors chiuse il campionato al 19º posto su 20 squadre partecipanti, ma, per sua fortuna, non vi erano retrocessioni in quell'anno. Giovedì 20 ottobre 1976, nell'incontro contro il Talleres avvenne il debutto più importante dei Bichos: mentre l'Argentinos stava perdendo 1–0 il suo allenatore, Juan Carlos Montes, fece scendere in campo l'allora quindicenne Diego Armando Maradona, che divenne così il giocatore più giovane a esordire nel campionato argentino, un record battuto da Sergio Agüero solo nel 2003. L'Argentinos perse l'incontro, ma Diego divenne poi uno dei giocatori più importanti del club e della nazionale argentina. Nel Metropolitano 1979 Diego divenne il più giovane capocannoniere nella storia del calcio argentino con 14 gol, e vinse per quattro anni di seguito la classifica marcatori della Primera División, eguagliando il record di José Sanfilippo. Nel 1980 l'Argentinos sfiorò la vittoria del Metropolitano con il 2º posto, il risultato migliore del club a partire dall'inizio dell'età professionistica nel 1931, e raggiunse i quarti di finale del Nacional.

Nel 1981, tuttavia, Maradona fu venduto al Boca Juniors per £1 milione. L'enorme ricavato della cessione permise all'Argentinos di rinforzare notevolmente la rosa a lungo termine, anche se a breve termine la sua cessione indebolì il club al punto che nella stagione successiva solo una vittoria all'ultima giornata contro il San Lorenzo permise al club di evitare la retrocessione a spese del San Lorenzo.

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Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA 4.0

Rosa

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