Storia
Il Sevilla Fútbol Club (in italiano Siviglia), è una società calcistica spagnola con sede nell'omonima città, militante nella Primera División, la massima divisione del campionato spagnolo di calcio. Disputa le partite casalinghe allo stadio Ramón Sánchez-Pizjuán.
Fondato il 25 gennaio 1890, il club veste di rosso e bianco; i calciatori e i tifosi sono soprannominati rojiblancos, ma anche nervionenses per via dell'ubicazione dello stadio, costruito nel quartiere di Nervión.
Nel suo palmarès figurano un campionato spagnolo (1945-1946), 5 coppe nazionali (1934-1935, 1938-1939, 1947-1948, 2006-2007, 2009-2010), una Supercoppa di Spagna (2007) e, in ambito internazionale, un record di 7 Coppe UEFA/Europa League (2005-2006, 2006-2007, 2013-2014, 2014-2015, 2015-2016, 2019-2020, 2022-2023) e una Supercoppa europea (2006).
Oltre alla squadra maschile, il Siviglia possiede anche una squadra femminile e una squadra B militante in Segunda División RFEF, la quarta categoria del calcio spagnolo.
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Il club nacque ufficialmente nel 1890, quando un gruppo di giovani di Siviglia, figli di immigrati inglesi, crearono un sodalizio grazie al quale praticare lo sport del calcio. Il Sevilla Fútbol Club fu registrato il 14 ottobre 1905 per opera di José Luis Gallegos e disputò le prime partite con questo nome al prado of San Sebastián, nel quartiere de Ingegneros. Il 1º gennaio 1913 venne inaugurato il campo del Mercantil, il nuovo stadio.
Nel 1914 il club vinse per la prima volta la Coppa di Siviglia; dalla creazione della Coppa di Andalusia, nel 1916, fino alla sua scomparsa, diciassette anni dopo, la società si aggiudicò quattordici titoli e tre secondi posti. Il 21 ottobre 1918 venne nuovamente cambiato lo stadio, che divenne il campo di Regina Vittoria, mentre sul fronte dei risultati sportivi la squadra raggiunse le semifinali della Coppa del Re (unica competizione nazionale a quell'epoca) nel 1921. In questo periodo si consolidò la famosa linea d'attacco chiamata "la línea del miedo" e lo stile di gioco chiamato la scuola sivigliana. Il 7 ottobre 1928 lo stadio viene cambiato per la penultima volta, con passaggio allo stadio di Nervión, poi utilizzato fino al 1958, quando venne inaugurato l'adiacente stadio odierno. Nel nuovo stadio il Siviglia colse i primi grandi successi: tre Coppe di Spagna (un Trofeo Presidente della Repubblica, un Trofeo del Generalissimo e una Coppa del Generalissimo) e un campionato.
Perso il doppio incontro del 1929 contro il Racing Santander per decidere quale sarebbe stato il decimo club che sarebbe entrato a far parte della prima divisione, la squadra ebbe accesso alla seconda divisione, campionato che venne vinto, ma senza ottenere la promozione, in seguito a un altro doppio scontro con il Racing Santander. Seguirono alcuni anni di risultati mediocri fino alla stagione 1934-1935, quando il Siviglia debuttò nella Primera División spagnola.
Nel 1935 fu messa in bacheca la Coppa del Re, successo replicato nel 1939, dopo la guerra civile spagnola, quando la competizione era chiamata Trofeo del Generalissimo, che grazie alla vittoria divenne di proprietà del club. Malgrado ottime partite giocate nel campionato 1939-1940 (battuti il Barcellona per 11-1, il Valencia per 10-3 e l'Hercules per 8-3), il Siviglia fallì la vittoria del titolo a causa di un pareggio contro l'Hercules. In quella stagione l'attacco fu soprannominato stukas, come i devastanti velivoli da guerra tedeschi.
Dopo alcuni anni nelle prime posizioni del campionato senza mai riuscire a vincere il titolo, nel 1945-1946 arrivò il primo successo nella competizione. La squadra ottenne, invece, il secondo posto in campionato nel 1939-1940, 1942-1943, 1950-1951 (risultato molto contestato) e 1956-1957. Nel 1948 vinse per la terza volta la Coppa di Spagna, torneo in cui si classificò secondo nel 1955 e nel 1962. Dal 1962 dovette attendere quarantaquattro anni per disputare un altro match valido per un titolo a livello nazionale o internazionale. In questi anni pochi risultati buoni furono oscurati da molti risultati negativi. Il club inaugurò il suo nuovo stadio nel 1958, poco dopo la morte del suo presidente più rappresentativo, Ramón Sánchez-Pizjuán, in onore del quale fu intitolato il nuovo campo di gioco.
Qualificatosi nel 1965-1966 alla Coppa delle Fiere, l'anno seguente il Siviglia riuscì solo a salvarsi dalla retrocessione, che avvenne nella stagione successiva, dopo trentatré anni consecutivi nella massima divisione. Tornato in massima serie, due anni dopo riuscì a classificarsi terzo in campionato, risultato che permise agli andalusi di partecipare alla Coppa delle Fiere, ma che non impedì la retrocessione nella stagione 1971-1972. La squadra militò per tre anni nella seconda divisione. Nel 1973 avvenne la tragica morte del centravanti sivigliano Pedro Berruezo sul campo del Pasarón a Pontevedra.
La qualità della squadra, che vedeva tra le proprie file il famoso calciatore gambiano Biri Biri, permise una nuova promozione in prima divisione, dove il club rimase per ventuno anni. Nel 1980, grazie a calciatori come Francisco López Alfaro e Pintinho (che segnò 4 reti al suo debutto contro il Real Saragozza) e sotto la guida dell'allenatore Miguel Muñoz poi di Manolo Thistle, la squadra mostrò un gioco ammirato a livello europeo, partecipando per due volte consecutive alla Coppa UEFA nelle stagioni 1981-1982 e 1982-1983. Durante gli ottavi di finale di Coppa UEFA 1982-1983, dopo la sconfitta esterna contro i greci del PAOK per 2-0, ribaltò il risultato in casa vincendo per 4-0, ma ai quarti di finale venne eliminato dai tedeschi del Kaiserslautern.
Alcuni anni dopo, nella stagione 1989-1990, con Vicente Cantatore sulla panchina, il club ottenne una nuova partecipazione alla Coppa UEFA. Quell'anno la punta austriaca Anton Polster riuscì a segnare 33 reti, ma non vinse la classifica dei capocannonieri poiché Hugo Sánchez riuscì ad arrivare a quota 38. Nella stagione 1992-1993 Diego Armando Maradona arrivò al Siviglia grazie alla presenza del nuovo allenatore Carlos Bilardo, ma il fuoriclasse giocò poco e lasciò la squadra alla fine della stagione, senza mai esaltare il pubblico andaluso. Sotto la guida di Luis Aragonés, nel 1993-1994 il club riuscì a raggiungere buoni risultati, qualificandosi alla Coppa UEFA.
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Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA 4.0
Rosa
| # | Portieri | Pres. | Gol |
|---|---|---|---|
| 33 | Rafa Romero | 0 | 0 |
| Sergio Recio | 0 | 0 | |
| Marc Dolz | 0 | 0 |
| # | Difensori | Pres. | Gol |
|---|---|---|---|
| 3 | José Manuel | 0 | 0 |
| Jorell Robert | 0 | 0 | |
| Alberto Espiñeira | 0 | 0 | |
| Alberto González | 0 | 0 | |
| Juanan Toro | 0 | 0 | |
| Jorge Moreno | 0 | 0 | |
| Álvaro Díaz | 0 | 0 | |
| David López | 0 | 0 | |
| Antonio Soriano | 0 | 0 | |
| Sergio Veces | 0 | 0 | |
| Álvaro Arquellada | 0 | 0 |
| # | Centrocampisti | Pres. | Gol |
|---|---|---|---|
| 21 | Gonzalo Guzmán | 0 | 0 |
| 39 | Edu Altozano | 0 | 0 |
| Gonzalo Ballesteros | 0 | 0 | |
| Jesuly | 0 | 0 | |
| Jesús Cruz | 0 | 0 | |
| Mario Naranjo | 0 | 0 | |
| Raúl Uribe | 0 | 0 | |
| José Antonio | 0 | 0 |
| # | Attaccanti | Pres. | Gol |
|---|---|---|---|
| 29 | Gabi Jimeno | 0 | 0 |
| 42 | Álvaro García | 0 | 0 |
| Hugo Martínez | 0 | 0 | |
| Gabri Martínez | 0 | 0 | |
| Dima | 0 | 0 | |
| M. Campana | 0 | 0 | |
| Pochito | 0 | 0 | |
| Raúl Gómez | 0 | 0 | |
| Carlos González | 0 | 0 | |
| Carlos Colomer | 0 | 0 |