Storia
La Società Sportiva Calcio Bari, meglio nota come Bari, è una società calcistica italiana con sede nella città di Bari. Milita in Serie C, la terza divisione del campionato italiano.
È erede della tradizione dell'Associazione Sportiva Bari, società costituita nel 1928 dalla fusione dei sodalizi calcistici baresi Liberty e Ideale, e con questa si richiama al Bari Foot-Ball Club, fondato nel 1908.
È tradizionalmente soprannominata "squadra ascensore" per le numerose promozioni e retrocessioni susseguitesi negli anni tra la Serie A e le categorie inferiori, soprattutto la Serie B. Chiamata comunemente, anche presso la stampa, "la Bari" fino agli anni sessanta, è stata poi indicata come "il Bari", sebbene alcuni suoi tifosi usino talvolta indicare ancora la squadra al femminile. Lo storico barese Gianni Antonucci ha definito, in alcune sue pubblicazioni, il Bari come "la squadra più stramba del calcio italiano". I colori sociali sono il bianco e il rosso, mentre comune è il soprannome Galletti, desunto dalla mascotte.
Il suo miglior piazzamento in massima serie è il 7º posto della stagione 1946-47. Nella sua storia ha vinto due campionati di Serie B, uno di Serie C e uno Scudetto di IV Serie, mentre in ambito internazionale annovera la vittoria di una Coppa Mitropa nel 1990. Il Bari risulta al 19º posto nella classifica perpetua della Serie A, al 3º posto nella classifica perpetua della Serie B e al 17º posto nella graduatoria della tradizione sportiva italiana secondo i criteri della FIGC.
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I primi vent'anni del calcio a Bari (1908-1928)
La società calcistica Bari Foot-Ball Club viene fondata nella città omonima il 15 gennaio 1908, con atto notarile stipulato l'11 aprile seguente, principalmente da alcuni commercianti oriundi originari di vari paesi europei; il principale fondatore è Floriano Ludwig, di famiglia austriaca. I colori sociali sono il bianco e il rosso, ispirati all'effigie comunale di Bari. Come altre realtà contemporanee del Sud Italia, il Bari partecipa a poche competizioni ufficiali, dedicandosi più frequentemente a incontri e competizioni amichevoli con gli equipaggi delle navi sbarcate in città e con altre formazioni pugliesi, affrontate nella locale piazza d'Armi, chiamata "Campo San Lorenzo" e situata nelle vicinanze della stazione ferroviaria centrale, al principio dei quartieri San Pasquale e Carrassi.
Dal Bari FBC si separano due altre società: nel 1908 l'Unione Sportiva Ideale e nel 1909 il Foot-Ball Club Liberty; quest'ultimo, anche se entità societaria del tutto indipendente manterrà un legame di affinità con il Bari originario.
Nel 1910 e 1911 i biancorossi partecipano a competizioni organizzate dalla FIGC, i due campionati meridionali di Seconda Categoria 1909-1910 e 1910-1911 persi contro il Naples Foot-Ball Club unico sfidante, e il campionato pugliese di Terza Categoria 1909-10, vinto dalla formazione riserve a confronto delle prime squadre di Sporting Club Lecce e Società Sportiva Pro Italia di Taranto.
Nel 1915, dopo l'entrata del Regno d'Italia nella grande guerra il Bari F.B.C. chiude l'attività agonistica, a differenza di Liberty e Ideale che pur riducendo notevolmente l'attività rimangono in vita. La società biancorossa non riapre l'esercizio dopo la pausa bellica, in quanto molti suoi giocatori e dirigenti si trasferiscono nel Liberty. Nel 1924 il Bari viene rifondato come Foot-Ball Club Bari, con gli stessi colori sociali della compagine del 1908: dopo aver ottenuto la promozione in Prima Divisione, massima serie dell'epoca, ed essersi piazzata nel fondo del girone pugliese nella stagione 1924-1925, questa formazione cessa di esistere dopo l'ultimo posto rimediato nella Terza Divisione 1926-1927. Negli anni venti la città di Bari è rappresentata nelle massime categorie da Liberty e Ideale, in rivalità reciproca per il primato cittadino e identificando ciascuna maggiormente le due anime della società barese dell'epoca: il Liberty quella aristocratica e borghese, e l'Ideale quella popolare, operaia e proletaria.
Dalla nascita dell'U.S. Bari agli anni quaranta (1928-1950)
Il 27 febbraio del 1928, su ordine del segretario federale (fascista) di Bari Leonardo D'Addabbo, il Liberty (rinominatosi da un anno "Bari Football Club") e l'Ideale si fondono nell'Unione Sportiva Bari. Nell'estate del 1928 il nuovo Bari riassume il bianco e rosso, colori della città, mentre un referendum popolare indetto da Alfredo Bogardo, giornalista della rivista barese Cine-Sport, designa il gallo mascotte della formazione pugliese, sicché da questo momento i giocatori del Bari saranno chiamati galletti. Nei futuri sei anni i galletti disputano le proprie gare interne nel Campo degli Sports del quartiere barese Carrassi, costruito nel 1925.
I biancorossi, dopo la stagione 1928-1929 in Divisione Nazionale, categoria ereditata dal Liberty, vengono retrocessi nella neo istituenda Serie B causa la riorganizzazione dei campionati, iniziando un'alternanza fra le due serie maggiori che li vede in Serie A, la nuova massima serie inaugurata nel 1929, nel biennio 1931-1933 e nel sessennio 1935-1941. Quest'ultimo rimane finora il periodo più lungo disputato dal Bari nell'anzidetta categoria. In questi anni il club lancia sul panorama calcistico nazionale giovani giocatori, soprattutto baresi. Dal 1934 la squadra gioca nel nuovo stadio della Vittoria. Nella stagione 1940-1941 la società, carente di liquidità, retrocede in Serie B. Nel campionato seguente i galletti, allenati prima da András Kuttik e poi da Stanislao Klein si laureano per la prima volta campioni della serie cadetta, ma l'anno successivo retrocedono ancora dopo gli spareggi-salvezza, salvo poi essere riammessi per cause belliche.
Il 1º gennaio 1945, sul finire della seconda guerra mondiale, il ricostituito club modifica la denominazione sociale in Associazione Sportiva Bari; nell'estate dello stesso anno vi subentra come presidente l'imprenditore Tommaso Annoscia. A causa dei problemi di molte società calcistiche i biancorossi vengono riammessi nel campionato misto Serie A-B di Divisione Nazionale, che concludono al primo posto nel girone centro-meridionale ex aequo con il Napoli primo classificato. Allenati prima da Raffaele Costantino e poi da András Kuttik, i galletti chiudono la Serie A 1946-1947 in settima posizione, piazzamento finora mai eguagliato dalla formazione pugliese. In quegli anni il Bari è soprannominato "la Stella del Sud". Dall'edizione 1948-1949 l'andamento dei biancorossi è più altalenante e nella stagione 1949-1950 retrocedono, dopo cinque anni di permanenza nella massima categoria, con il presidente Annoscia a denunciare pubblicamente favoritismi operati da un gruppo di arbitri alla Roma, concorrente del Bari per la salvezza nelle ultime giornate di campionato, poi salva. I ripetuti ricorsi del Bari vengono rigettati e Annoscia punito con una squalifica di tre anni; deluso e risentito decide di lasciare il mondo del Calcio.
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Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA 4.0
Rosa
| # | Portieri | Pres. | Gol |
|---|---|---|---|
| 1 | M. Pissardo | ||
| 12 | A. Mezzapesa | ||
| 31 | M. Cerofolini | ||
| 48 | Nícolas |
| # | Difensori | Pres. | Gol |
|---|---|---|---|
| 3 | V. Mantovani | ||
| 6 | V. Mogoș | ||
| 8 | L. Grgić | ||
| 14 | M. Anzolin | ||
| 19 | B. Manè | ||
| 33 | A. Celli | ||
| 72 | N. Cocetta | ||
| 79 | M. Elia | ||
| 91 | P. Spadavecchia |
| # | Centrocampisti | Pres. | Gol |
|---|---|---|---|
| 5 | E. Darboe | ||
| 11 | A. Tribuzzi | ||
| 15 | A. Campagna | ||
| 18 | N. Mundo | ||
| 21 | M. Della Morte | ||
| 25 | G. Maggiore | ||
| 27 | R. Burgio | ||
| 32 | Vincenzo Colangiuli | ||
| 39 | C. Scifoni | ||
| 44 | L. Mendicino | ||
| 95 | V. Prisco |
| # | Attaccanti | Pres. | Gol |
|---|---|---|---|
| 7 | K. Butić | ||
| 9 | G. Gomez | ||
| 10 | G. Manzari | ||
| 24 | F. Bianchi | ||
| 77 | Mattia Esposito |