Italia

Bisceglie

ItaliaFondazione: 1913Stadio: Stadio Gustavo Ventura, Bisceglie (8000 posti)Allenatore: A. Papagni

Storia

L'Associazione Sportiva Bisceglie, meglio nota come Bisceglie, è una società calcistica italiana con sede nella città di Bisceglie, in provincia di Barletta-Andria-Trani. Milita in Serie D, la quarta divisione del campionato italiano.

Fondata nel 1913, è stata successivamente rifondata nel 1931 e nel 1998. Vanta quale miglior risultato della propria storia circa 30 partecipazioni alla terza divisione calcistica italiana. Nel suo palmarès annovera la vittoria di 2 Coppa Italia Dilettanti e 2 vittorie di Coppa Italia Dilettanti Puglia.

I colori sociali sono il nero e l'azzurro. Disputa le gare interne allo stadio Gustavo Ventura.

Leggi tutta la storia

Le origini del calcio a Bisceglie e la nascita dell'U.S. Biscegliese (1913-1943)

La tradizione calcistica biscegliese che registra oltre un secolo di attività, vide nel 1908 la fondazione della prima squadra di calcio cittadina, quale il Circolo Sportivo Ercole.

Successivamente, nel 1913, sulla scia dell'esperienza dell'Ercole e poi della Velox, Nino De Martino, Donato Soldani, Peppino Simia, Isidoro Torchetti, Gennaro De Feudis e Giuseppe Maenza diedero vita all'Unione Sportiva Biscegliese, dai colori azzurro con stella bianca che però ebbe vita molto breve data la scarsità di fondi economici e dei pochi iscritti, ma che nonostante tutto vide giocare le proprie partite con tanta passione su un campo da gioco non regolamentare, quale la spianata del Palazzuolo, vasto piazzale al di fuori delle antiche mura cittadine scelto per le dispute calcistiche e poi sostituito nel 1925 da un nuovo e regolamentare campo di calcio, quale il campo vecchio Francesco Di Liddo, costruito su un terreno dell'ospedale.

Nella stagione 1930-1931 la Biscegliese si qualificò al campionato di Prima Divisione, e fu inserita nel girone F. Nonostante gli sforzi, i risultati insoddisfacenti ottenuti nel campionato successivo portarono il club alla retrocessione. Un anno dopo, la società riprese un nuovo ciclo di successi che ne determinarono l'ammissione in Seconda Divisione seguito da un periodo altalenante fra la Prima e la Seconda Divisione, al termine del campionato 1938-1939 dove gli azzurro-stellati ottennero la promozione in Serie C, mantenendo la categoria fino al 1941, anno in cui vennero sospese tutte le attività sportive per via della seconda guerra mondiale. Solo a partire dal 1943, la Biscegliese ricominciò a ricalcare i campi di gioco.

La fusione con la S.S. Armando Diaz e la nascita dell'A.S. Bisceglie (1949-1984)

Nell'estate del 1949, terminato il conflitto, l'U.S. Biscegliese, condividendo comuni desideri con la concittadina Società Sportiva Armando Diaz, si fuse con questa dando vita all'Associazione Sportiva Bisceglie dai colori nero e azzurro con stella bianca, unendo i colori sociali dei due precedenti sodalizi. Nei primi anni di vita, il neonato club calcistico raccolse risultati non soddisfacenti, fino al campionato del 1957-1958 che portò la squadra a un'inversione di rotta, culminata con la promozione in IV Serie. Nella stagione 1959-1960 il Bisceglie festeggiò la promozione in Serie C, chiudendo le tre successive stagioni nella medesima terza serie in posizioni di metà classifica, con Marino Monterisi al timone della società; dopo il quarto anno consecutivo in Serie C, i nerazzurrostellati retrocedettero nuovamente in Serie D, e nel campionato del 1969-1970 disputò le partite di Prima Categoria.

Nel 1975 il Bisceglie ritornò in Serie D, e nonostante fosse stato ripescato dopo gli spareggi del campionato 1976-1977, non venne ammesso alla Serie C per l'anno calcistico successivo.

Le conquista della Serie C2 (1984-1998)

Nel Campionato Interregionale 1984-1985 il club biscegliese, superato in classifica nelle ultime giornate dall'Angizia Luco, mancò la promozione in Serie C2, che raggiunse poi nella stagione successiva. Dopo l'annata turbolenta giocata in Serie C2 nel 1986-1987, seguì la stagione successiva, conclusa all'8º posto in classifica, poi nei due anni successivi, i neroazzurri stellati vennero ripescati dopo essere retrocessi sul campo.

Nel campionato 1991-1992, a seguito del cambio di presidenza della società, la squadra concluse il proprio girone di Serie C2 con un quinto posto finale, che corrispose al miglior posizionamento nella storia della formazione nerazzurra fra i semiprofessionisti. La stagione successiva vide una squadra rinnovata che terminò il campionato al 13º posto, poi l'anno dopo l'attività sportiva del club fu segnata dalla prematura scomparsa di due personaggi ad esso legati: Francesco Pisicchio, giovane attaccante di 23 anni, e Demetrio Ferrante, presidente della società.

Il campionato 1994-1995 vide fra i ranghi del club calcistico biscegliese alcuni calciatori presi in prestito dai settori giovanili della Serie A, tra cui Giuseppe Perrone, Giovanni Giuseppe Di Meglio e il difensore barese Nicola Diliso che portarono i nerazzurri stellati ad una sofferta salvezza vincendo i play-out. Anche nella stagione successiva, il Bisceglie faticò molto vincendo i play-out, mentre nel campionato del 1996-1997 raggiunse il 9º posto in classifica. Al termine del campionato 1997-1998, al dodicesimo anno consecutivo per l'A.S. Bisceglie in Serie C2, la squadra nerazzurra nonostante le difficoltà economiche e la prematura morte del capitano Giorgio Di Bari, riuscì a concludere la stagione all'ottavo posto, ma nell'estate 1998 a seguito del perdurare della crisi societaria, l'accordo per il passaggio delle quote ad una cordata emiliana di azionisti non si raggiunse, e il club non riuscì ad iscriversi al campionato di Serie C2.

Il fallimento e la fusione con la Polisportiva Don Uva (1998-2016)

A fronte della dissestata situazione finanziaria del club, venne fondato il Bisceglie Calcio 1913 O.N.L.U.S., per non perdere il titolo sportivo, ma nonostante ciò, la società sportiva, dopo la ripartenza dal campionato di Serie D retrocedette immediatamente in Eccellenza, e poi, in Promozione al termine della stagione 2000-2001.

Successivamente, nel mese di luglio del 2001, il club fondendosi con il Don Uva, secondo club calcistico biscegliese, diede vita alla Polisportiva Bisceglie Don Uva che nel campionato del 2003-2004 iniziò la rimonta tornando immediatamente in Eccellenza.

Dopo alcuni campionati piuttosto travagliati, anche sul piano della gestione societaria, la Polisportiva Bisceglie Don Uva si sciolse e la squadra ritornò alla vecchia denominazione di Associazione Sportiva Bisceglie Calcio 1913, dove nella stagione in Eccellenza Puglia 2007-2008, a seguito del comportamento indisciplinato di una parte della tifoseria biscegliese, il club nero-azzurro stellato giocò le partite a porte chiuse per l'intero campionato.

Nel campionato 2010-2011, dopo aver vinto i play-off regionali, il Bisceglie venne sconfitto ai play-off nazionali dalla formazione siciliana del Due Torri. L'8 dicembre 2011, dopo aver giocato allo stadio San Nicola di Bari la finale della Coppa Italia Dilettanti Puglia, e aver battuto il Liberty Monopoli, i nerazzurri stellati si qualificarono per la Coppa Italia Dilettanti vincendola il 18 aprile 2012, battendo in finale il Pisa Sporting Club allo stadio Flaminio di Roma; con questo risultato i biscegliesi ottennero al termine di un'annata strepitosa la promozione in Serie D.

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Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA 4.0

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