Storia
Il Casarano Calcio S.r.l., meglio noto come Casarano, è una società calcistica italiana con sede nella città di Casarano, in provincia di Lecce. Milita in Serie C, terzo livello del campionato italiano.
Nata nel giugno 2012, ha rimpiazzato calcisticamente la Virtus Casarano, che prima ancora aveva preso le redini della Unione Sportiva Casarano, diretta discendente della precedente Casarano Calcio, che per vent'anni ha calcato i campi del girone B della Serie C1.
Vincitrice della Coppa Italia Serie C nella stagione 1984-1985, ha preso parte a quattro edizioni (1984-1985, 1991-1992, 2010-2011, 2020-2021) della Coppa Italia. Nel suo palmarès figurano anche un Campionato nazionale Dante Berretti (1996-1997) e due Coppe Italia Dilettanti (2008-2009, 2018-2019).
I colori sociali sono il rosso e l'azzurro. Disputa le partite interne allo stadio Giuseppe Capozza, impianto da 6,500 posti.
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Dalle origini agli anni settanta
La storia del calcio a Casarano affonda le sue radici nei primi decenni del XX secolo più precisamente nel 1927, con Giuseppe Capozza, primo presidente della società Unione Sportiva Casarano, a sua volta nata dalla costola dell'U.S.Duca d'Aosta, fondata dal padre Luigi Capozza nativo di Molfetta ma stabilitosi a Casarano.
Nel 1957-1958 prese parte al campionato di IV serie e nel 1961-1962 disputò il campionato di Serie D.
Nel 1969 la società, rifondata, ripartì dal campionato provinciale di Terza Categoria, con il nome di Virtus Casarano. Scalando le gerarchie del campionato italiano, approdò in Serie D nel 1977.
Gli anni ottanta
Nel 1978 Antonio Filograna divenne presidente, assumendo il controllo della società. Guidata da Angelo Carrano, in sole due stagioni, dal 1979 al 1981, vincendo prima il campionato di Serie D e, successivamente, lo spareggio contro il Monopoli (giocato a Brindisi e deciso da un gol di Cau) in Serie C2, giunse in Serie C1. L'impresa si concretizzò nonostante le controverse vicende extra sportive legate al rapimento del presidente Filograna, ostaggio di sequestratori per 8 mesi (dal novembre 1980 al giugno 1981).
Dal campionato 1981-1982 e per i successivi 17 anni, i salentini militarono quasi ininterrottamente nella terza serie nazionale, andando vicinissimi alla promozione in Serie B nelle stagioni 1983-1984 e 1990-1991. Nella stagione 1983-1984, allenati da Lamberto Giorgis, chiusero al terzo posto ad un solo punto dal secondo, valevole per la promozione e conquistato dal Taranto. La beffa si consumò nelle ultime due giornate, in cui i rossoazzurri vennero sconfitti dalla Casertana e non andarono oltre il pareggio in casa contro la Civitanovese, poi retrocessa. Nel corso del campionato, sconfissero il Bari, vincitore del torneo, al Capozza per 2 a 0. Il 23 giugno 1985 vinsero la Coppa Italia Serie C (con allenatori Amilcare Ferretti e Giuseppe Placella) in finale contro la Carrarese, dopo aver eliminato nei quarti di finale il Licata di Zeman. Nella stessa stagione affrontarono il Verona poi campione d'Italia al Bentegodi nel primo turno di Coppa Italia di Serie A e B. I protagonisti di quel periodo, tra cui Fulvio Navone, Gigi Vento, Gaetano Coletta, Leopoldo Grimaldi, Silvano Fiorucci, Paolo Valori, Paolo Agabitini, Cosimo Recchia, conservano ancora oggi un posto speciale nella storia della società e nella memoria dei tifosi.
Nelle stagioni 1986-1987 e 1987-1988 vi fu l'unica parentesi dei casaranesi in Serie C2 di quegli anni, chiusa dal ritorno in Serie C1 in seguito al primo posto in campionato a pari merito con il Perugia di Ravanelli e Di Livio. Per festeggiare la promozione, il Casarano affrontò in una prestigiosa amichevole al Capozza il Milan di Sacchi, fresco campione d'Italia, l'8 giugno 1988. Nello stesso anno Pantaleo Corvino assunse il ruolo di direttore sportivo, per poi ricoprirlo per dieci anni, sino al 1998. Nel 1989-1990 i rossoazzurri conclusero il campionato al sesto posto, a pari punti con il Catania.
Gli anni novanta
Nel 1990-1991 il Casarano andò ancora vicino alla promozione in Serie B. Allenato da Gianni Balugani e sospinto in campo da Luigi Di Baia, Gianfranco Palmisano, Walter Dondoni, Salvatore Mazzarano e altri calciatori di assoluto livello per la categoria, chiuse il campionato al terzo posto, a 3 punti dal Palermo. In Coppa Italia Serie C arrivò in semifinale, dopo aver eliminato nei quarti il Perugia. Nella stagione successiva (1991-1992), tornò a disputare la Coppa Italia di Serie A e B, affrontando, tra gli altri, il Lecce di Conte e Moriero. In campionato si classificò ottavo, mentre in Coppa Italia Serie C arrivò ai quarti di finale, dopo aver eliminato la Reggina agli ottavi. Nel 1992-1993 retrocesse in Serie C2 dopo aver perso lo spareggio contro il Potenza, giocato sul campo neutro di Foggia, venendo tuttavia ripescato. Nel 1993-1994 si classificò settimo in serie C1, ad un solo punto dai play-off. Le partite Perugia-Casarano e Casarano-Salernitana furono trasmesse in diretta su Telepiù. Nel 1994-1995 arrivò in semifinale di Coppa Italia Serie C, dopo aver eliminato nei quarti il Bologna, sconfitto al Dall'Ara per 0 a 2. In campionato, superò la Turris ai play-out, riuscendo a rimanere in serie C1. La sfida assunse particolare importanza perché avrebbe consentito di affrontare nuovamente il Lecce, appena retrocesso. Così avvenne nella stagione 1995-1996, in cui Casarano e Lecce si affrontarono quattro volte tra campionato e Coppa Italia Serie C. Particolarmente significativo fu il derby di campionato giocato a Casarano. In uno stadio colmo sino all'inverosimile, il Casarano riuscì a pareggiare al 96º minuto di gioco grazie all'autogol del capitano del Lecce Zanoncelli. Negli anni novanta vestirono la maglia casaranese giocatori come Marco Serra, Raffaele Quaranta, Dario Levanto, Cosimo Francioso, Paolo Orlandoni e Dario Passoni mentre fra gli allenatori si ricordano Roberto Antonelli, Adriano Cadregari e Maurizio Viscidi. Il calciatore più noto ad aver militato nel Casarano Calcio in quel decennio è tuttavia Fabrizio Miccoli. Cresciuto nel settore giovanile casaranese, trascinò la Berretti rossoazzurra alla conquista dello scudetto nel 1996-1997 e disputò due stagioni ad alti livelli in serie C1.
Nella stagione 1996-1997 i rossoazzurri si classificarono settimi, dopo aver chiuso il girone di andata a due punti dalla capolista Andria. La stagione successiva (1997-1998), iniziata con l'obiettivo di vincere il torneo contando sull'acquisto di calciatori quali Roberto Policano e Carmelo Imbriani, si concluse con la retrocessione in Serie C2. Al termine del campionato, allo storico patron Antonio Filograna subentrarono gli imprenditori locali Aldo Miggiano e Romeo Sicuro. Fu il prodromo a un crollo che avrebbe spedito il Casarano addirittura in Serie D (nel 1998-1999, dopo la sconfitta nei play-out contro il Chieti), in Eccellenza Puglia e, successivamente, al fallimento, giunto nel 2006.
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Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA 4.0
Rosa
| # | Portieri | Pres. | Gol |
|---|---|---|---|
| 1 | F. Bacchin | ||
| 12 | C. Menga | ||
| 22 | N. Chiorra | ||
| 97 | A. Farroni |
| # | Difensori | Pres. | Gol |
|---|---|---|---|
| 2 | P. Ciotti | ||
| 3 | F. Giraudo | ||
| 6 | M. Obleac | ||
| 29 | B. Gyamfi | ||
| 33 | M. Mercadante | ||
| 34 | S. Negro | ||
| 36 | E. Matino |
| # | Centrocampisti | Pres. | Gol |
|---|---|---|---|
| 4 | K. Lulić | ||
| 7 | B. Knezovic | ||
| 8 | Antoine NâDiaye | ||
| 17 | R. Maiello | ||
| 21 | N. Zanellato | ||
| 23 | G. Logoluso | ||
| 27 | L. Versienti | ||
| 30 | F. Podrini | ||
| 77 | F. Palumbo |
| # | Attaccanti | Pres. | Gol |
|---|---|---|---|
| 9 | F. Grandolfo | ||
| 10 | C. Chiricò | ||
| 11 | V. Ferrara | ||
| 37 | C. Cuzzarella | ||
| 46 | V. Leonetti | ||
| 99 | C. Patierno |