Storia
La nazionale di calcio del Cile (in spagnolo Selección de fútbol de Chile) è la rappresentativa calcistica del Cile ed è controllata dalla Federación de Fútbol de Chile.
Soprannominata La Roja ("La Rossa"), è membro fondatore della CONMEBOL. Ha preso parte a nove edizioni del campionato mondiale di calcio, ottenendo il terzo posto nell'edizione del 1962, giocata in casa. Sempre in casa si è aggiudicato il suo primo titolo ufficiale, la Coppa America 2015, e ha bissato il successo l'anno successivo, aggiudicandosi la Copa América Centenario, in entrambi i casi battendo l'Argentina in finale ai tiri di rigore. Con la vittoria della Coppa America 2015 ha acquisito il diritto di partecipare alla Confederations Cup 2017 in Russia, dove ha concluso il torneo al secondo posto, sconfitto per 1-0 in finale dalla Germania.
Nella classifica mondiale della FIFA il miglior piazzamento del Cile è il 4º posto dell'aprile 2016, mentre il peggiore piazzamento è l'84º posto del dicembre 2002. Attualmente occupa la 51ª posizione nella graduatoria.
Leggi tutta la storia
Primo ventennio
La Roja, com'è soprannominata, giocò la sua prima partita nel 1910 contro l'Argentina. Nel 1928 prese parte al Torneo Olimpico di calcio, venendo eliminata al turno di qualificazione. Vedendosi negato l'accesso al tabellone principale, partecipò al torneo di consolazione, durante il quale raggiunse la finale, dove venne sconfitta dai Paesi Bassi a seguito di un sorteggio. Partecipò alla prima edizione dei Mondiali di calcio, nel 1930, e fu inserita nel girone A che comprendeva anche Francia, Argentina e Messico. I cileni partirono ottimamente (3-0 al Messico e 1-0 alla Francia), ma si dovettero arrendere ai gauchos (3-1 il risultato finale), perdendo così il primo posto, l'unico utile per avanzare alle semifinali. Guillermo Subiabre firmò ben quattro delle cinque reti totali cilene, l'altra marcatura fu di Carlos Vidal.
1960-1966: il mondiale casalingo del 1962
L'organizzazione del campionato del mondo del 1962 venne assegnata al Cile, nonostante gravi carenze infrastrutturali e il terremoto che aveva scosso il paese nel 1960. I padroni di casa furono sorteggiati in un girone con tre avversarie europee: l'Italia (due volte campione mondiale), la Germania Ovest (che aveva sollevato la coppa nel 1954) e la Svizzera. Il Cile seppe trarre il massimo vantaggio dal fattore campo, esordendo con una vittoria per 3-1 sugli elvetici.
Nel secondo incontro, già decisivo ai fini della classifica, il Cile affrontò l'Italia: prima della partita, l'ambiente fu destabilizzato da alcuni articoli apparsi su quotidiani italiani (Il Resto del Carlino e La Nazione di Firenze) che denunciavano l'estrema povertà del Cile, il sottosviluppo, la denutrizione, la prostituzione, l'analfabetismo e l'alcolismo. Gli avvenimenti del campo passarono alla storia come la battaglia di Santiago: il primo fallo venne fischiato dopo appena 12" e dopo 7' Giorgio Ferrini fu il primo espulso, per un fallo su Honorino Landa. Il giocatore, riluttante ad abbandonare il campo, fu portato fuori con la forza dai carabinieri locali.
La partita proseguì tra falli e proteste: al 38' Leonel Sánchez fu contrastato, regolarmente, da Mario David e finì a terra infuriato. Rialzatosi, il cileno (figlio dell'ex campione di pugilato Juan Sánchez) sferrò un pugno all'avversario ma il direttore di gara (l'inglese Ken Aston) non si avvide del grave gesto: pochi minuti dopo, l'italiano reagì con un calcio che gli costò l'espulsione. L'Italia, ridotta in nove, difese il risultato sino all'ultimo quarto d'ora ma i cileni andarono a segno con Jaime Ramírez (al 74') e Jorge Toro (al 88') centrando la vittoria.
Dopo aver perso contro la Germania Ovest nell'ultima giornata del girone, nei quarti di finale il Cile superò a sorpresa l'Unione Sovietica (2-1). Fermato in semifinale dal Brasile di Garrincha, poi campione, per 2-4 disputò la finale di consolazione contro la Jugoslavia vincendola (con rete di Eladio Rojas nei minuti conclusivi) e guadagnando la medaglia di bronzo.
Quattro anni più tardi, in occasione dei Mondiali disputati in Inghilterra, Italia e Cile si ritrovarono nello stesso girone: gli Azzurri vendicarono l'onta subita nel 1962 con una vittoria al reciproco debutto per 2-0, ma comunque entrambe le squadre furono eliminate, con l'Unione Sovietica che arrivò prima a punteggio pieno e gli italiani che si fecero clamorosamente eliminare perdendo con la Corea del Nord, che con un gol di Park Seung Zin al 88' alla seconda partita aveva strappato il pareggio e l'uno a uno alla Roja.
1974-1982: un decennio deludente
La Roja arrivò in Germania Ovest dopo un controverso spareggio contro l'Unione Sovietica. Dopo l'andata disputata regolarmente a Mosca, i sovietici si rifiutarono di giocare allo stadio Nazionale di Santiago del Cile, poiché questo impianto era usato come campo di concentramento da parte di Augusto Pinochet. La FIFA non accolse il reclamo ed il Cile vinse per rinuncia e ottenne così il diritto di disputare la fase finale del torneo. Il Cile esordì contro i padroni di casa della Germania Ovest e venne battuto 1-0 con un gol da lunga distanza di Paul Breitner; conquistò poi un prezioso pareggio (1-1) contro la Germania Est, ma pareggiò a reti vuote nell'ultima sfida con l'Australia, fallendo così l'accesso alla seconda fase del torneo.
Il campionato mondiale del 1982 rappresentò la peggiore delusione - in termini di risultato - per il Cile, che fu eliminato dalla competizione al primo turno dopo tre sconfitte. Battuta di misura dall'Austria e nettamente dalla Germania Ovest (4-1, con gol della bandiera per i cileni segnato allo scadere da Moscoso), la Roja allenata da Luis Santibáñez concluse il girone all'ultimo posto perdendo anche con l'Algeria (3-2, dopo che il primo tempo si era concluso sul 3-0 per gli algerini, prima che i gol di Neira su calcio di rigore e Letelier salvassero l'onore dei sudamericani).
1989-1999: dallo scandalo Rojas al ritorno internazionale
Nel 1989 il Cile contese al Brasile la qualificazione al campionato mondiale del 1990. L'incontro decisivo, che oppose le due squadre, si svolse il 3 settembre 1989 allo stadio Maracanã di Rio de Janeiro: ai verdeoro bastava un semplice pareggio in virtù di una migliore differenza reti, mentre la Roja doveva vincere. La Seleção passò in vantaggio nei primi minuti della seconda frazione di gioco, grazie ad una conclusione mancina di Careca.
A questo punto, quando ormai la partita per il Cile pareva compromessa, il portiere Roberto Rojas, soprannominato "Cóndor", aspettò che un bengala arrivasse dalle sue parti, si gettò per terra e si incise il sopracciglio sinistro con un minuscolo bisturi che aveva precedentemente nascosto in un guanto, fingendo così di essere stato colpito. Rojas, disteso per terra dolorante e sanguinante, poi semi-incosciente, venne preso dai propri compagni di squadra e portato a braccia negli spogliatoi.
Continua a leggere su Wikipedia →
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA 4.0
Rosa
| # | Portieri | Pres. | Gol |
|---|---|---|---|
| 1 | Vicente Villegas | 0 | 0 |
| 12 | Franco Mancilla | 0 | 0 |
| 21 | Cristobal Del Rio | 0 | 0 |
| # | Difensori | Pres. | Gol |
|---|---|---|---|
| 2 | Francisco Daza | 0 | 0 |
| 3 | Bruno Torres | 0 | 0 |
| 4 | Matias Orellana | 0 | 0 |
| 5 | Alonso Olguin | 0 | 0 |
| 15 | Jaime Poblete | 0 | 0 |
| 20 | Martin Jimenez | 0 | 0 |
| Dylan Erazo | 0 | 0 |
| # | Centrocampisti | Pres. | Gol |
|---|---|---|---|
| 6 | Sebastian Vargas | 0 | 0 |
| 8 | Matias Paris | 0 | 0 |
| 11 | Antonio Riquelme | 0 | 0 |
| 14 | Cristian Diaz | 0 | 0 |
| 16 | Nicolas Perez | 0 | 0 |
| # | Attaccanti | Pres. | Gol |
|---|---|---|---|
| 7 | Ian Alegria | 0 | 0 |
| 9 | Yastin Cuevas | 0 | 0 |
| 10 | Zidane Yanez | 0 | 0 |
| 13 | Javier Gutierrez | 0 | 0 |
| 17 | Joaquin Meneses | 0 | 0 |
| 18 | Amaro Perez | 0 | 0 |
| 19 | Jhon Cortes | 0 | 0 |
| Bayron Barrera | 0 | 0 | |
| Jonathan Guerrero | 0 | 0 |