Storia
L'Associazione Calcio ChievoVerona, meglio nota come ChievoVerona o anche solo Chievo, è una società calcistica italiana della città di Verona, rappresentante la frazione di Chievo. Milita in Serie D, quarta divisione del campionato italiano.
Fondato nel 1929 e ricostituitosi una prima volta nel 1948, il Chievo costituisce un unicum nel panorama calcistico italiano, essendo l'unico club proveniente dalle categorie regionali minori ad avere scalato l'intera piramide calcistica nazionale, fino a raggiungere dapprima la Serie A e successivamente le coppe europee.
Ha partecipato a 32 campionati nazionali di cui 17 in Serie A, ottenendo come miglior piazzamento il quinto posto della stagione di debutto 2001-2002. Ha vinto un campionato di Serie B nella stagione 2007-2008, mentre in ambito europeo annovera le partecipazioni, nelle stagioni 2002-2003 e 2006-2007, prima alla Coppa UEFA e poi alla UEFA Champions League.
Scomparso dal professionismo nel 2021, per il triennio seguente il Chievo è rimasto attivo a livello giovanile. Nel 2024, il Football Club Clivense fondato tre anni prima dall'ex capitano Sergio Pellissier ha acquisito il marchio della storica società, riprendendone così la tradizione sportiva.
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I primi decenni
L'Opera Nazionale Dopolavoro Chievo nasce il 6 settembre 1929 su iniziativa di un gruppo di appassionati di calcio del borgo di Chievo, situato alle porte di Verona, con i colori sociali blu e bianco, alternati su una maglia a quadri, e con pantaloncini bianchi. Inizialmente la società non viene affiliata alla FIGC, limitandosi a disputare gare a carattere amichevole. Dal 1931 il blu delle divise diventa celeste, tant'è che, per molti anni, i giocatori di Chievo assumeranno l'appellativo di "biancocelesti". L'attività dell'O.N.D. Chievo termina nel 1936, in seguito a problemi finanziari.
Al termine della seconda guerra mondiale, nel 1948, la società viene rifondata come A.C. Chievo e si iscrive alla Seconda Divisione. Al termine della stagione 1950-1951, la squadra vince il campionato regionale di Seconda Divisione, ottenendo la promozione in Prima Divisione veneta. Nell'aprile 1952 fa il suo debutto in squadra Bruno Vantini, giocatore che manterrà la casacca clivense fino al 1971, e che detiene il primato di reti con la maglia del club. Nel 1957 la squadra cambia impianto in cui disputare le gare, spostandosi al campo parrocchiale "Carlantonio Bottagisio", dove giocherà le partite interne fino al 1986. Nel 1959, grazie alla ristrutturazione dei campionati nazionali, il Chievo viene ammesso in Seconda Categoria; sempre in quell'anno la squadra cambia denominazione societaria in Cardi Chievo, dal nome del nuovo sponsor, e ottiene rapidamente la promozione in Prima Categoria. La squadra resta nella medesima serie fino al 1963, quando subisce la prima retrocessione della sua storia.
Nel 1964 Luigi Campedelli, uomo d'affari e proprietario della Paluani, diviene presidente del Chievo; tuttavia, nel corso degli anni successivi, egli cederà la carica presidenziale, pur rimanendo patron della società, fino al 1990 quando vi tornerà a pieno titolo. Il Chievo inizia così la lunga scalata tra i livelli del calcio italiano fino a raggiungere la Serie A nel 2001 e la UEFA Champions League nel 2007.
Nella seconda metà degli anni 1960 la squadra vince per tre volte il campionato di Seconda Divisione (1965, 1968 e 1969), rinunciando alla Prima Categoria all'inizio della stagione 1968-1969 per problemi economici, e reiscrivendosi nell'annata successiva. Dopo aver giocato in Promozione tra il 1971 e il 1975 e in Serie D per il lustro successivo, dalla stagione 1981-1982 l'A.C. Chievo prende la denominazione Paluani Chievo, dal nome dello sponsor Paluani. Nel campionato di D del 1986, il Chievo si gioca la vittoria del torneo con il Bassano: lo spareggio promozione a Brescia vede prevalere la squadra vicentina. Tuttavia, il 13 giugno 1986, una sentenza condanna il Bassano per illecito sportivo e il Chievo ottiene la promozione in Serie C2. Per la prima stagione in un campionato professionistico la squadra torna a chiamarsi A.C. Chievo, e passa a disputare le gare interne allo stadio Marcantonio Bentegodi di Verona. Segue la promozione in Serie C1 nel 1989.
Nel 1990 Luigi Campedelli torna presidente della società, e per identificare maggiormente la formazione con la città, decide di mutare la denominazione in A.C. ChievoVerona. Il 15 settembre 1992 il presidente Luigi Campedelli muore improvvisamente per un attacco cardiaco, e a succedergli nella guida della società è il figlio Luca, che decide di farsi affiancare, con il ruolo di direttore sportivo, dall'ex calciatore clivense Giovanni Sartori. Nella stagione 1993-1994, con Alberto Malesani in panchina, il Chievo chiude il girone di Serie C1 al primo posto guadagnando la promozione in Serie B. Nel torneo cadetto il club disputa per la prima volta nella storia il derby con il Verona.
Gli anni in Serie A
Nell'estate del 2000 la guida tecnica passa a Luigi Delneri, il cui arrivo aprirà un ciclo di quattro anni in cui il friulano porterà la squadra dalla serie cadetta alla qualificazione in Coppa UEFA. Nel 2000-2001 la squadra chiude, infatti, al terzo posto in classifica e viene promossa per la prima volta in Serie A.
Il rendimento sorprendente durante la prima stagione in massima serie porta la squadra di Delneri al centro di una grande attenzione mediatica, inducendo la stampa a parlare di miracolo Chievo. Il quinto posto nel campionato di Serie A 2001-2002 vale l'accesso alla successiva Coppa UEFA, dove tuttavia il Chievo esce al primo turno. Nel campionato 2005-2006 la dirigenza decide di affidare la squadra a Giuseppe Pillon, che ottiene il settimo posto in campionato: nonostante ciò, dopo i fatti di Calciopoli e il conseguente sconvolgimento della classifica, il Chievo scala alcune posizioni ritrovandosi al quarto posto, che consente alla formazione gialloblù di disputare il terzo turno preliminare della UEFA Champions League 2006-2007, dalla quale però viene subito eliminata. I clivensi vengono dunque ammessi in Coppa UEFA, dove escono al primo turno. Le eliminazioni e soprattutto l'avvio negativo nel campionato 2006-2007 convincono i dirigenti clivensi a sostituire Pillon con il rientrante Delneri, l'artefice del Miracolo Chievo. Il tentativo di risollevare le sorti della squadra è, però, vano, e il Chievo chiude in diciottesima posizione, retrocedendo in Serie B. Tornata in Serie A sotto la guida di Giuseppe Iachini nel 2008, con il bomber e bandiera gialloblù Sergio Pellissier ai primi posti della classifica dei marcatori, negli anni seguenti il Chievo ottiene vari piazzamenti di medio-bassa classifica sotto la guida di Domenico Di Carlo, Stefano Pioli, Eugenio Corini e Rolando Maran, arrivando nel 2010-2011, durante la gestione di Pioli, a occupare solitario la testa della classifica a pieni punti dopo le prime due giornate. Il 30 gennaio 2011, battendo per 3-0 il Brescia, i clivensi festeggiano la 100ª vittoria in Serie A.
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Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA 4.0
Rosa
| # | Portieri | Pres. | Gol |
|---|---|---|---|
| M. Chiesa | 1 | 0 | |
| F. Ogliani | 0 | 0 | |
| L. Patuzzo | 0 | 0 | |
| M. Ravasio | 2 | 0 | |
| G. Toniolo | 31 | 0 |
| # | Difensori | Pres. | Gol |
|---|---|---|---|
| N. Calabrese | 18 | 1 | |
| A. Camara | 0 | 0 | |
| E. Caneva | 8 | 0 | |
| D. Coppola | 0 | 0 | |
| P. Dawidowicz | 0 | 0 | |
| M. Doucoure | 7 | 0 | |
| M. Fagoni | 10 | 0 | |
| F. Grassi | 0 | 0 | |
| K. Nwanege | 29 | 2 | |
| A. Popović | 13 | 0 | |
| D. Redondi | 0 | 0 | |
| S. Signorini | 0 | 0 | |
| W. Silfver-Ramage | 4 | 0 |
| # | Centrocampisti | Pres. | Gol |
|---|---|---|---|
| D. Băncilă | 2 | 0 | |
| A. Colistra | 0 | 0 | |
| S. Dalla Riva | 31 | 1 | |
| D. De Battisti | 23 | 0 | |
| E. De Franceschi | 2 | 0 | |
| M. De Rossi | 1 | 0 | |
| A. Gasparoni | 0 | 0 | |
| Joselito | 0 | 0 | |
| V. Minnocci | 3 | 0 | |
| A. Pavanati | 17 | 0 | |
| L. Szimionaș | 21 | 0 | |
| C. Ventura | 5 | 0 | |
| S. Verzini | 0 | 0 |
| # | Attaccanti | Pres. | Gol |
|---|---|---|---|
| R. Agbonifo | 29 | 3 | |
| Z. Aziz | 0 | 0 | |
| A. Cissè | 30 | 16 | |
| A. Dentale | 23 | 6 | |
| A. Soragni | 1 | 0 | |
| F. Valenti | 6 | 0 | |
| I. Vermeșan | 21 | 3 |