Messico

Monterrey

MessicoFondazione: 1945Stadio: Estadio BBVA, Guadalupe (53.500 posti)Allenatore: Domènec Torrent

Storia

Il Club de Fútbol Monterrey è una società calcistica messicana, con sede a Monterrey nel capoluogo del Nuevo León. Milita nella Liga MX, la massima serie del campionato messicano.

Di proprietà di FEMSA, l'azienda di imbottigliamento più grande dell'America Latina, disputa le partite interne allo stadio BBVA Bancomer di Monterrey. Ha vinto 5 campionati messicani, 2 Coppe del Messico e una InterLiga a livello nazionale e una Coppa delle Coppe CONCACAF e 5 CONCACAF Champions League (di cui tre consecutivamente, dal 2011 al 2013) a livello continentale. I calciatori della squadra sono detti rayados ("strisciati"), per la tenuta a strisce bianche e blu.

Vive un'accesa rivalità con i corregionali del Tigres UANL, con cui disputa il derby noto come Clásico Regiomontano.

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Dagli esordi agli anni '60

Il Club de Fútbol Monterrey nacque il 28 giugno 1945 per iniziativa di un gruppo di industriali tra cui Ramón Cárdenas Coronado, Enrique Ayala Medina, Paul C. Probert, Rogelio Cantú Gómez e Miguel Margáín Zozaya. Sebbene la divisa iniziale fosse bianca con una linea diagonale blu sulla spalla, le strisce originarie furono adottate dal Monterrey nel 1965, quando le usò il Tampico Madero. Da allora l'uniforme della squadra consiste in una maglietta a strisce verticali bianche e blu con pantaloncini blu.

La prima partita il Monterrey la giocò il 19 agosto 1945 contro il San Sebastián de León e vinse per 10 con rete di José "Che" Gómez. La gioia fu spenta dalla successiva sconfitta per 6-0 contro il Montezuma e poi dal tragico incidente di San Juan de los Lagos che costò la vita a molti calciatori della squadra ed ebbe conseguenze rilevanti sui sopravvissuti. La notte del 14 settembre 1945 il bus che trasportava la squadra, diretto a Guadalajara, si fermò a San Juan de los Lagos per fare rifornimento, ma prese fuoco mentre i giocatori dormivano. José "Che" Gómez riuscì eroicamente a salvare alcuni dei suoi compagni da morte certa. Molti calciatori rimasero ustionati e due di loro, il giocatore costaricano Enrique Lizano Benavides, 28enne, e Leonardo "Cuadros" Vidal, morirono per la gravità delle ferite riportate. Eduardo Quezada si salvò, ma dovette rinunciare all'attività agonistica. Tra i feriti vi furono Evaristo Amezcua, Buenabad, Olvera, Cardona, Medellin, Rodriguez Peralta, l'allenatore Manuel Galán e l'autista. Come risultato della sfortuna, tutti i club della solidarietà messicana del calcio con il Monterrey e hanno dato giocatori senza pagare per il trasferimento. Così sono venuti alla squadra 8 10

In segno di solidarietà verso il Monterrey, altri club messicani prestarono i propri giocatori per consentire alla compagine biancoblu di proseguire la stagione: arrivarono Manolo Pando, Jose Nogueira, Juan Moya, Ignacio Trelles, Arrampicata, Zeledon, Carlos Queiroz, Ricardo Benitez, Tello, Altamirano, Luna ed Emilio Baldonedo. Ciononostante la squadra, segnata dal drammatico evento, perse ben 21 partite di fila e retrocesse chiudendo il campionato all'ultimo posto, con ben 121 gol concessi in stagione. Il 23 giugno 1946, dopo aver perso in casa contro l'Atlas nell'ultima partita stagionale, il club si ritirò dal campionato in segno di rispetto nei confronti delle vittime dell'incidente.

Solo nel 1952, grazie a Carlos Canseco, presidente dell'Asociación de Fútbol de Nuevo León, il club si iscrisse nuovamente alla seconda divisione. Quattro anni dopo guadagnò la promozione in massima serie, ma la retrocessione fu immediata, con un bilancio di 4 vittorie, 7 pareggi e 13 sconfitte e 15 punti in classifica, solo uno in meno dello Zacatepec, che invece si salvò. Tornato in massima serie nel 1959-1960, il Monterrey vi milita ancora.

Anni '60

Gli anni '60 cominciarono con una salvezza sofferta, ottenuta con un margine di soli tre punti sul Club Celaya. Il bilancio fu di 7 vittorie, 7 pareggi e 12 sconfitte, per un totale di 21 punti. Per il secondo anno consecutivo, nel 1961-1962 la squadra chiuse al penultimo posto, davanti al retrocesso Zacatepec con 19 punti.

Il quinto posto colto nel 1962-1963, due punti dietro il CD Oro campione del Messico con 36 punti, rappresentò il miglior risultato ottenuto dal Monterrey sino a quel momento. Il bilancio fu di 8 vittorie, 12 pareggi e 6 sconfitte, per un totale di 28 punti.

Nei due anni seguenti chiuse sempre terzo, nel primo caso a cinque punti dal Guadalajara campione e nel secondo a tre punti dal Guadalajara campione. Nel 1965-1966 arrivò il quarto posto a pari merito con l'Atlante, mentre l'anno seguente, chiuso con un mediocre ottavo posto a pari merito con l'Irapuato, è ricordato per il primo derby con i rivali cittadini del Club Nuevo León, giunti in massima serie per la prima volta nella loro storia. La discesa proseguì con il quattordicesimo posto dell'annata successiva, a pari punti con il CD Oro.

Nel 1968-1969, stagione in cui il Club Nuevo León retrocesse, il Monterrey non andò oltre il decimo posto a pari merito con il Pachuca, mentre nel 1969-1970 la squadra chiuse nona insieme con l'Atlante.

Anni '70

La stagione 1970-1971 vide il Monterey invischiato nella lotta per non retrocedere. Grazie a rinforzi come Nilo Acuña e Castiglia, la squadra riuscì a evitare la retrocessione nelle ultime giornate del campionato.

La rinascita fu immediata: con il ritorno in panchina di "El Gallo" Jáuregui iniziò l'epoca d'oro del club biancobluù, che in breve tempo tornò ai vertici del calcio messicano. A rinforzare l'organico arrivarono giocatori di valore come Guarací Barbosa, Gustavo "Halcón" Peña, Ubirajara Chagas, Juan González, Francisco Solís, Francisco Bertocchi, Milton Carlos, Nilo Acuña, Luis "Huesos" Montoya, Alfredo "Alacrán" Jiménez e Pedro Damián. La squadra non vinse il campionato, ma andò vicina alla vittoria. Grandi meriti vanno attribuiti al presidente Alberto Santos de Hoyos, che allestì questa rosa altamente competitiva e volle la costruzione del Cerrito, centro di allenamento del club, una struttura all'avanguardia, inaugurata il 30 maggio 1975.

Terzo nel 1970-1971, nell'annata seguente, con il sistema della Liguilla (la poule scudetto), il club si piazzò nuovamente terzo, perdendo la semifinale contro l'América dopo la "bella". Nel 1972-1973 non riuscì a qualificarsi alla puole scudetto. Nell'annata 1973-1974 la rosa comprendeva José Ledesma, Magdaleno Cano, Gustavo Peña, Guarací Barbosa y Basilio "Bacho" Salazar; Francisco "Vikingo" Bertocchi, Juan González y Francisco "Paco" Solís; Luis Montoya, Milton Carlos (che segnò 22 gol) e Rubén Romeo Corbo. Allenata da Jáuregui, la squadra vinse 22 partite, ne pareggiò 4 e ne perse 8, per un totale di 48 punti, con 65 gol fatti e 36 subiti. Giunto secondo in campionato, batté per 4-3 l'Atlético Español allo stadio Azteca nell'andata della semifinale della poule scudetto, ma perse per 3-1 allo stadio Universitario e fu eliminato.

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Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA 4.0

Rosa

#PortieriEtàPres.Gol
1E. Andrada34
22L. Cárdenas32
31C. Ramos25
232S. Lomelin18
#DifensoriEtàPres.Gol
2R. Chávez31
3G. Arteaga27
4V. Guzmán23
13C. Salcedo32
19A. Aceves24
21L. Reyes34
33S. Medina33
34C. Bustos20
#AttaccantiEtàPres.Gol
10L. Orellano25
27R. de la Rosa25
32U. Đurđević31
99H. Cuypers28
203A. De Nigris17

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