Arabia Saudita

Saudi Arabia U23

Arabia SauditaAllenatore: L. Di Biagio

Storia

La nazionale maschile di calcio dell'Arabia Saudita (in arabo منتخب السعودية لكرة القدم‎?), i cui giocatori sono soprannominati "i figli del deserto", "i falchi" (in arabo الصقور‎?) o "i verdi" (in arabo الأخضر‎?), è la squadra maschile maggiore di calcio che rappresenta la Saudi Arabian Football Federation (la Federazione calcistica dell'Arabia Saudita affiliata alla FIFA, all'AFC e alla WAFF).

Tra le nazionali asiatiche storicamente più valide, nel suo palmarès annovera tre Coppe d'Asia (1984, 1988 e 1996), torneo in cui ha raggiunto il numero record di sei finali disputate. A livello giovanile vanta la vittoria di un campionato mondiale under-17 (1989). Conta sei partecipazioni alla fase finale della Coppa del mondo (1994, 1998, 2002, 2006, 2018, 2022 e 2026), dove raggiunse gli ottavi di finale nel 1994.

Il miglior piazzamento raggiunto dall'Arabia Saudita nella classifica mondiale della FIFA è stato il 21º posto nel luglio 2004, mentre il peggiore è stato il 126º nel dicembre 2012. Attualmente occupa la 55ª posizione della graduatoria.

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Primo ventennio (1950-1974)

Fu nei primi anni 1950 che si formarono le prime compagini saudite. Il 27 giugno 1951 i migliori giocatori di Al-Wahda e Al Ahli si riunirono per affrontare in amichevole una selezione di funzionari del Ministero della Sanità dell'Egitto. Il giorno dopo la compagine affrontò un'altra formazione saudita, questa volta composta da giocatori da Al-Ittihad e Al-Hilal.

Nel 1956 fu costituita la federazione calcistica saudita, che si affiliò nello stesso anno alla FIFA e alla AFC.

Il 20 ottobre 1957 la nazionale saudita esordì ufficialmente battendo per 3-1 la Siria ai Giochi panarabi a Beirut, in Libano. Questa partita fu anche il primo incontro internazionale giocato nel Stadio Città Sportiva Camille Chamoun della capitale libanese. Guidata dall'ex nazionale egiziano Abdulrahman Fawzi, la squadra saudita perse contro la Giordania e poi pareggiò contro il Libano padrone di casa. A causa di una differenza reti sfavorevole rispetto alla Siria, la squadra fu eliminata al primo turno del torneo.

Nel 1961 l'Arabia Saudita partecipò nuovamente ai Giochi panarabi, che si disputarono a Casablanca, in Marocco. Per la nazionale il torneo fu molto negativo: quattro furono le sconfitte consecutive (tra cui un 13-0 contro la Rep. Araba Unita e un 13-1 contro il Marocco) e una sola la vittoria, contro il Kuwait (4-0). Due anni dopo, allenata dal tunisino Ali Chaouach, la squadra subì una nuova netta sconfitta contro l'Egitto (7-0).

Nel dicembre 1967 l'Arabia Saudita batté per 4-0 la Tunisia in amichevole a Tunisi e il 17 gennaio 1969 perse contro la Turchia nella prima partita giocata in patria.

Dagli anni 1970 l'Arabia Saudita partecipò alla Coppa delle Nazioni del Golfo, raggiungendo per due volte la finale e ottenendo un terzo posto nelle prime tre partecipazioni. Nel 1975 la federcalcio ingaggiò come selezionatore l'ex campione ungherese Ferenc Puskás, primo europeo a guidare i sauditi.

Ingresso sulla scena internazionale (1975-1981)

Il 2 aprile 1975 a Baghdad la squadra saudita disputò il suo primo match ufficiale in Asia, contro l'Afghanistan. Si trattava di una partita valida per le qualificazioni alla Coppa d'Asia 1976, per ottenere la quale i sauditi battagliarono in un girone con Iraq e Qatar. Il secondo posto finale alle spalle degli iracheni garantì l'accesso alla fase finale del torneo, ma la nazionale allenata da Puskás non partecipò alla Coppa d'Asia perché la federazione decise di ritirarsi dalla manifestazione per ragioni ignote.

La nazionale partecipò poi alle eliminatorie per le Olimpiadi di Montréal del 1976. In un girone con Iran, Iraq, Kuwait e Bahrein, i sauditi ottennero due vittorie e due sconfitte, risultato che non permise di qualificarsi al torneo canadese.

Nel maggio 1976, dopo un'edizione della Coppa del Golfo particolarmente deludente (quinti posto con un bilancio di quattro sconfitte in sei partite), Puskás lasciò il posto all'inglese Bill McGarry, il cui obiettivo immediato fu qualificare la squadra al campionato del mondo 1978, nella prima campagna di qualificazione mondiale per l'Arabia Saudita. Inserita nel gruppo 3 con Iran e Siria (l'Iraq, inserito nel medesimo gruppo, si ritirò), la nazionale debuttò il 12 novembre 1976 con una vittoria a domicilio contro la Siria, prima di subire tre sconfitte consecutive e concludere il girone al secondo posto alle spalle degli iraniani, fallendo così la qualificazione. McGarry lasciò l'incarico al connazionale Danny Allison.

La federazione decise di non iscrivere la nazionale alle eliminatorie della Coppa d'Asia 1980, disputata in Kuwait.

Nel 1979 la quinta edizione della Coppa del Golfo vide i sauditi terminare al terzo posto.

In questi anni alla guida della nazionale dei verdi si alternarono vari commissari tecnici. Ad Allison successe un altro inglese, David Woodfield, che rimase in carica solo per qualche mese. Nel 1981 la federcalcio saudita affidò la panchina della nazionale al brasiliano Rubens Minelli, che avrebbe portato a Riad i primi trofei.

Primi successi (1982-1990)

Impegnata nelle qualificazioni al campionato del mondo 1982, l'Arabia Saudita terminò il girone 2 al primo posto. Tutti i match si disputarono a Riad, dove i sauditi batterono Iraq, Siria, Bahrein e Qatar, vincendo così il girone. Ebbe dunque accesso alla seconda fase, dove finì ultima alle spalle di Kuwait, Nuova Zelanda e Cina, con un bilancio di un pareggio e cinque sconfitte in sei partite. La federazione decise di sollevare Minelli dall'incarico e di affidare la squadra al suo connazionale Mário Zagallo, già due volte campione del mondo con il Brasile come calciatore e all'epoca allenatore dell'Al-Hilal.

Zagallo esordì nella Coppa del Golfo 1982, organizzata dagli Emirati Arabi Uniti. L'Arabia Saudita ottenne due sole vittorie (contro Qatar e Oman) e chiuse al quarto posto, superata da nazionali che aveva battuto appena qualche mese prima. Nei Giochi Asiatici del 1982 la squadra riuscì a piazzarsi terza.

Nel 1983 la squadra araba non disputò alcun match, ma Zagallo fu impegnato alla guida della nazionale olimpica, che per la prima volta si qualificò per le Olimpiadi, quelle di Los Angeles 1984.

Il 26 maggio 1984, dopo la sconfitta per 4-0 contro l'Iraq arrivata durante la Coppa del Golfo a Mascate, in Oman, Zagallo fu esonerato. La federazione decise di nominare selezionatore Khalil Ibrahim Al-Zayani, primo saudita a ricoprire l'incarico.

Dopo aver condotto la nazionale saudita sul podio nella Coppa del Golfo 1984, Al-Zayani guidò i suoi nella fase finale delle Olimpiadi di Los Angeles 1984, dove i sauditi ottennero tre sconfitte in altrettante partite, contro Brasile, Marocco e Germania Ovest. Majed Abdullah è l'unico marcatore saudita del torneo, grazie al gol nel match inaugurale contro la Seleção, perso per 1-3.

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Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA 4.0

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