Storia
Il Futbol'nyj Klub Spartak-Moskva (in russo Футбольный Клуб Спартак-Москва?), meglio noto internazionalmente come Spartak Moskva e in italiano come Spartak Mosca, è la sezione calcistica della polisportiva russa Spartak Moskva, avente sede nella capitale russa. Milita nella Prem'er-Liga, la massima divisione del campionato russo di calcio.
Nel suo palmarès figurano dodici campionati sovietici (seconda solo alla Dinamo Kiev), dieci campionati russi disputati dal 1992 (con piazzamenti molto buoni, tra cui tre secondi posti di fila), dieci Coppe sovietiche, cinque Coppe di Russia, una Supercoppa di Russia e una Coppa delle Federazioni russe (in tutto 15 coppe nazionali). Ha anche raggiunto la semifinale in ognuna delle tre Coppe europee (nella Coppa dei Campioni 1990-1991, nella Coppa delle Coppe 1992-1993 e nella Coppa UEFA 1997-1998).
La grande rivale dello Spartak è il CSKA Mosca, con cui la contrapposizione è nata negli anni ottanta. Una delle rivalità storiche riguarda, inoltre, lo Spartak e i vicini della Dinamo Mosca. Anche le partite contro il Lokomotiv Mosca e lo Zenit San Pietroburgo attirano migliaia di persone e sono quasi sempre disputate in stadi pieni. Un'altra storica rivalità, raffreddatasi con il crollo dell'Unione Sovietica, è quella con la Dinamo Kiev, una delle squadre leader del campionato sovietico e militante attualmente nel campionato ucraino.
Il soprannome La carne (in russo Мясо?, Mjaso), molto popolare, deriva dal cibo inscatolato dalla fattoria collettiva moscovita che per molti anni sponsorizzò il club.
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Epoca sovietica (1922-1991)
Alle origini del calcio russo la maggior parte delle squadre era creata da reparti di polizia ed esercito o da ferrovieri, che davano alle nuove compagini i nomi Dinamo, CSKA e Lokomotiv. In contrasto con la tendenza, lo Spartak Mosca fu costituito il 18 aprile 1922, su proposta di Ivan Artem'ev, come società sportiva di un sindacato operaio che si richiamò a Spartaco, lo schiavo romano che aveva capeggiato una rivolta contro i potenti per la conquista della libertà. Il nuovo club, attivo nel calcio, divenne ben presto "la squadra del popolo". Fu il fondatore Nikolaj Starostin a proporre il nome, dopo aver letto un eponimo su Spartaco scritto da Raffaello Giovagnoli. Sempre a Starostin si deve la creazione del logo dello Spartak. Nel 1935 la squadra entrò a far parte della società sportiva Spartak Mosca.
Nel 1936 lo Spartak vince la seconda edizione del torneo sovietico. Nel 1938 vinse campionato e Coppa dell'URSS
Quando, negli anni sessanta, la popolarità del calcio in Russia divenne maggiore, lo Spartak si confermò squadra egemone, vincendo due campionati in quel decennio. Il club fu poi meno vincente negli anni settanta e nel 1976 retrocesse nella seconda divisione sovietica.
Nelle stagioni seguenti, lo stadio fu sempre pieno poiché i tifosi non abbandonarono la squadra nella divisione inferiore. Lo Spartak ritornò nella serie maggiore l'anno successivo e vinse il titolo nel 1979, davanti alla Dinamo Kiev e grazie ai suoi supporter, questo periodo è considerato l'inizio di un nuovo modo di tifare dell'Unione Sovietica.
Epoca russa (1991-oggi)
Una nuova pagina nella storia del club cominciò quando l'URSS si dissolse e il suo campionato sovietico cessò di esistere. Nel nuovo campionato russo lo Spartak, guidato dal 1993 dall'allenatore e presidente Oleg Romancev, dominò e vinse 9 campionati dei primi 13, iniziando una striscia di tre vittorie di fila nel 1992.
Nel 1991-1992 lo Spartak, piazzatosi secondo nel campionato sovietico del 1991 dietro il CSKA Mosca, si aggiudicò l'ultima edizione della Coppa dell'URSS e per la decima volta il trofeo battendo per 2-0 in finale proprio il CSKA. Nel 1992 vinse il primo campionato dell'epoca post-sovietica, aggiudicandosi prima il girone B e poi sopravanzando di 7 punti lo Spartak Vladikavkaz. Nel 1992-1993 raggiunse la semifinale della Coppa delle Coppe (eliminato dall'Anversa), mentre negli anni a venire il club avrebbe rappresentato la Russia anche in Champions League. Nel 1993 la squadra rivinse il campionato, cui aggiunse la vittoria della prima edizione della Coppa dei Campioni della CSI. Nel 1994 la squadra vinse campionato (terzo alloro di fila), Coppa dei Campioni della CSI e Coppa di Russia (4-2 ai tiri di rigore in finale contro il CSKA Mosca dopo il 2-2 dei 90 minuti), centrando così il double.
Nel 1995 lo Spartak si piazzò terzo in Vysšaja Liga e fu sconfitto in finale di Coppa di Russia dalla Lokomotiv Mosca, ma rivinse la Coppa dei Campioni della CSI. L'anno dopo toccò a Georgij Jarcev assumere la guida della squadra, che rivinse il campionato grazie al 2-1 contro l'Alanija Vladikavkaz allo Stadio Petrovskij di San Pietroburgo nello spareggio del novembre 1996, resosi necessario dall'arrivo a pari punti delle due compagini in vetta alla classifica. Oleg Romancev, rimasto presidente del club durante la gestione Jarcev, tornò a sedersi sulla panchina dello Spartak nel 1997. Negli anni seguenti le affermazioni consecutive dello Spartak in campionato salirono a sei, dal 1996 al 2001, tutte sotto la guida di Romancev. Particolarmente fruttuosa fu la stagione 1998, quando la squadra ottenne un altro double campionato-Coppa di Russia (1-0 in finale contro il Lokomotiv Mosca) e raggiunse la semifinale di Coppa UEFA, dove fu eliminata dall'Inter poi vincitrice del trofeo.
Il decennio dal 1991 al 2001 vide dunque lo Spartak egemonizzare la massima serie russa, grazie a un organico di livello composto da calciatori quali Andrej Tichonov, Egor Titov (che esordì nel 1995 e divenne poi capitano e bandiera del club), Aleksandr Filimonov, Valerij Karpin, Dmitrij Aleničev, Il'ja Cymbalar', Dmitrij Chlestov e molti altri.
Con l'avvento del XXI secolo la squadra entrò in un periodo di crisi. Nel 2002 la presidenza passò ad Andrej Červičenko. Nella stagione 2001-2002 lo Spartak ebbe un pessimo rendimento in Champions League, dove finì ultimo nel girone con sei sconfitte in sei partite e una differenza reti molto negativa (un gol fatto e 18 subiti).
I problemi iniziarono quando Nikolai Starostin, il patron del club, morì e lasciò la proprietà a Romancev che vendette le sue azioni nel 2000 al magnate del petrolio Andrej Cervičenko. I due furono ben presto ai ferri corti fino a quando Romancev fu licenziato nel 2003, con il club reduce da alcune stagioni di basso livello. Subentrato a campionato in corso, il tecnico italiano Nevio Scala terminò il campionato del 2003 al decimo posto, ma vinse la Coppa di Russia nell'ultima partita con Oleg Romancev come presidente, la finale del giugno 2003 contro il Rostov (1-0).
Nel 2003 lo Spartak fu autorizzato a mettere una stella dorata sul suo stemma in onore dei primi cinque campionati russi vinti (l'ultimo dei quali nel 1997).
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Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA 4.0
Rosa
| # | Portieri | Pres. | Gol |
|---|---|---|---|
| 1 | Ilya Pomazun | 2 | 0 |
| 56 | Aleksandr Dovbnya | 0 | 0 |
| 86 | Pavel Egorov | 0 | 0 |
| 98 | Aleksandr Maksimenko | 9 | 0 |
| # | Difensori | Pres. | Gol |
|---|---|---|---|
| 3 | Christopher Wooh | 7 | 1 |
| 4 | Alexander Djiku | 6 | 0 |
| 6 | Srdjan Babic | 7 | 0 |
| 33 | Victor Parada | 8 | 0 |
| 68 | Ruslan Litvinov | 6 | 0 |
| 71 | Aleksandr Dobroditskiy | 0 | 0 |
| 97 | Daniil Denisov | 9 | 0 |
| # | Centrocampisti | Pres. | Gol |
|---|---|---|---|
| 5 | Esequiel Barco | 6 | 1 |
| 17 | Vladislav Saus | 1 | 0 |
| 18 | Nail Umyarov | 10 | 0 |
| 25 | Danil Prutsev | 10 | 2 |
| 28 | Daniil Zorin | 0 | 0 |
| 35 | Christopher Martins | 2 | 1 |
| 40 | Ivan Sorokin | 2 | 0 |
| 47 | Roman Zobnin | 10 | 1 |
| 83 | Gedson Fernandes | 8 | 1 |
| # | Attaccanti | Pres. | Gol |
|---|---|---|---|
| 7 | Pablo Solari | 10 | 3 |
| 7 | Anton Zinkovskiy | 0 | 0 |
| 9 | Manfred Ugalde | 10 | 4 |
| 10 | Marquinhos | 10 | 1 |
| 19 | Mirlind Daku | 7 | 3 |
| 24 | Nikita Massalyga | 2 | 1 |
| 27 | Igor Dmitriev | 10 | 0 |
| 62 | Pavel Polekh | 1 | 0 |
| 89 | Viktor Solopov | 0 | 0 |